mercoledì 5 dicembre 2007

Aguzzate la vista

Lubumbashi Centre
Beccatevi questo bel (si fa per dire, certo avendo un fotografo decente a portata di mano) panorama del centro di Lubumbashi, e fate caso ad alcuni piccoli dettagli.

Prima occhiata: la strada è riccamente asfaltata, ci sono i marciapiedi, le case sono ripittate. Certo, si attraversa in mezzo alla strada, ma anche da noi, no? Qua ci sono dei bellissimi semafori. Hanno la stessa forma che a Bruxelles.

Le macchine in giro sono quasi tutte messe bene, sono principalmente SUV o sedan all'americana; spopolano le Toyota. E hanno i vetri al loro posto, anzi: hanno gli alzacristalli elettrici. La cosa lievemente peculiare è che quasi tutte hanno la guida a destra. Tipicamente perché vengono importate dagli Emirati, e altri paesi in cui si guida dal lato sbagliato. Qui c'è una specie di mischione, ma sembra che se la cavino. C'è un esercito di vigili dalla camicia gialla per tenere a bada il traffico.

Il traliccio che occupa mezza foto non è atipico. La città è piena di tralicci così. Si tratta principalmente di antenne per i cellulari o per la connessione a Internet. In un paese dove non esiste fibra ottica o rete telefonica fissa, tutto passa per l'etere. Concorso: quante antenne si vedono in questa foto? La soluzione a pagina 46.

La montagnola che vedete lì in fondo è artificiale. Qui siamo in zona mineraria, si tratta semplicemente di una montagna di scarti di alcune miniere locali.

Raccolta differenziata; ma la tecnologia avanza. Talmente tanto che una società olandese ha scoperto che da quella montagnola possono ricavare ancora una discreta quantità di minerali. La stanno quindi setacciando per tirarli fuori. Immagino che tornando l'anno prossimo e facendo la stessa foto, troveremmo un'altra montagnola leggermente più piccola, giusto accanto a questa. Aspettando le prossime evoluzioni tecnologiche.

sabato 1 dicembre 2007

Tanti auguri a noi

Vendeuse de perroquets mécaniques
In questi primi giorni a Lubumbashi, non siamo andati molto in giro. Sostanzialmente siamo rimasti chiusi in un ufficio a installare dei PC e lavorare su un server. Non molto diverso da casa, insomma.

Le cose cambieranno (ah, se cambieranno!), ma per il momento il nostro panorama sulla città è il balcone dell'ufficio, che si affaccia su una delle strade più centrali e trafficate di Lubumbashi.

La ragazza ritratta nella foto, in particolare, vende degli aggeggi sui quali si può registrare un suono (una melodia, una voce, fate voi). L'aggeggio è poi in grado di ripetere ad libitum il suono inserito. Per far apprezzare qualità del suono e resistenza dell'apparecchio, in questi ultimi giorni la giovane venditrice ci ha deliziato con la musichetta di "Tanti auguri a te" per tutta la giornata. Una festa.

giovedì 29 novembre 2007

Atterraggio morbido

Questo blog lo legge anche mia madre, per cui non insisterò troppo sui seguenti fatti:

- Le linee aeree congolesi che fanno i voli interni sono tutte state bandite dall'Unione Europea (mia mamma lo sa benissimo, quando mai mi è venuto in mente di insegnarle a usare Internet?)

- Gli alberghi a Kinshasa costano 70 dollari a notte, praticamente uno stipendio medio di un congolese. E le stanze... Vabbè. Fa venire nostalgia dell'albergo dell'aeroporto di Parigi.

- Gli alberghi a Lubumbashi, invece, costano 60 dollari a notte, ma in compenso la sera non c'è l'acqua (che almeno a Kinshasa c'era).

- Il mio cellulare congolese non riesce a ricevere telefonate (ma lo faccio riparare, giuro).

Mamma, va tutto bene. Sono sano e salvo a Lumumbashi, che tra l'altro è molto più carina di Kinshasa! (Davvero).

La ville la plus romantique du monde.

Roma-Kinshasa, con Air France, si fa ovviamente via Parigi. Si arriva la sera e si riparte la mattina. E nel frattempo si dorme là, in uno dei molti splendidi alberghi di Roissy en France, a due passi dall'aeroporto Paris CDG.

Se non sbaglio, è stata la Francia con "Formule 1" a inventare questi alberghi "fast-food" (si potrebbe forse dire fast-sleep). Vieni, dormi e te ne vai. Simili ai voli low-cost.

Se hai bisogno di spostarti da A a B, Ryanair di base te lo fa fare praticamente gratis. Se poi hai esigenze supplementari (vuoi un posto comodo? Prenoti senza troppo anticipo? Ma che per caso pensavi di portare anche dei bagagli?) paghi in più.

Allo stesso modo i dors-vite francesi ti fanno dormire. Arrivi la sera, riparti la mattina, ti dò un letto e un bagno, cosa rompi le balle? Se vuoi la colazione paghi in più. Se vuoi la connessione paghi in più. Se vuoi una birra per rilassarti prima di andare a dormire, paghi... Ah, no. Quella proprio non c'è. Bravi. Analcolici. Gli alberghi per i camionisti. Giusto.

In realtà la connessione gratis c'è, ma solo dalla hall. E dalla camera 101 (la mia), che sta giusto sopra la hall. Fortunello.

(Nota di 3 giorni dopo: ciò non toglie che sono svenuto a letto prima di riuscire a postare questo sul blog...)

lunedì 26 novembre 2007

There, and back again.


Torno giù. Parto oggi. Anzi, è meglio che mi sbrigo sennò perdo l'aereo.

Vado a fare qualcosa di simile, eppure diverso da quello che ho fatto ad agosto.

Non starò a Kinshasa quasi per niente, userò Kin solo come hub aeroportuale (ammazza che parole moderne che uso). Andrò invece a Lubumbashi, Kisangani (da non confondere con Kingasani, dove sono stato quest'estate, che comunque una voce su Wikipedia nemmeno ce l'ha) e infine a Bukavu. Sto quasi quattro settimane, torno il 23. Appena in tempo per Natale.

Il progetto ce lo metterò in un secondo momento. Si tratta sempre di smanettamenti, ma questa volta c'è una forte componente wireless (di cui io sono un grandissimo inetto esperto).

Non so come mi sento a tornare lì. Per ora, come prima di qualsiasi viaggio, non mi rendo tanto conto di partire. Ho fatto le valigie come un automa, senza interrogarmi molto sul fatto che starò via un mese. Mi sveglierò dal torpore all'atterraggio. Come al solito.

giovedì 1 novembre 2007

Kingasani Rap.

A voi lo splendido video di una canzone rap di Jado, ragazzo che abbiamo conosciuto a Kingasani. Il titolo è "2K The News". Enjoy and stay tuned, ce ne sono in serbo altre. ;-)



giovedì 4 ottobre 2007

La sfiga ci vede benissimo.

Oggi un aereo Antonov 26 è precipitato subito dopo il decollo dall'aeroporto di N'Djili, a Kinshasa (BBC, Corriere, Repubblica). L'aereo è precipitato proprio sul quartiere di Kingasani, dove siamo stati quest'estate. Del resto la cosa non è particolarmente sorprendente; il quartiere è perfettamente in linea con la pista di decollo e di atterraggio, basta vederlo dalla mappa satellitare gentilmente fornita da Google Maps.

Il puntino segnato (un pò al di sotto della traiettoria di decollo degli aerei) è la missione, che è rimasta illesa.

Non sappiamo ancora se sia rimasto coinvolto qualcuno di nostra conoscenza, ma non importa molto. La sorte sembra accanirsi platealmente su chi non ne avrebbe bisogno, storia nota. E nelle prossime notti le strade di Kingasani probabilmente risuoneranno di molti canti.