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venerdì 14 dicembre 2007

Critical Kis

Biciclette a Kisangani
E' il secondo venerdì del mese, ma a Kisangani non c'è alcun bisogno di convocare una Critical Mass.

Mi ero stupito di non vedere quasi nessuna bici a Lubumbashi, città piatta e ipertrafficata; lì spostarsi in bici sarebbe perfetto.

Pensavo che la cosa fosse dovuta alla difficoltà di recuperare biciclette in Congo, e già mi immaginavo progetti di ciclofficine. Poi sono arrivato a Kisangani. Qua tutti si muovono in bici, o al massimo in moto. Le due ruote la fanno da padrone, quando ci muoviamo in macchina siamo quasi gli unici. Taxi se ne trovano pochi, ma a ogni angolo si può affittare un mototaxi.

Ovviamente dietro ogni cosa c'è una storia. Questa ce l'ha raccontata l'Abbé Bwanga (personaggio che meriterebbe un post a parte, vedremo). Durante la guerra, a Kisangani non erano i congolesi a combattere, bensì gli eserciti Rwandese e Ugandese che avevano scelto Kisangani come campo di battaglia. E già questo è abbastanza interessante.

Durante il conflitto, una delle due parti (non mi ricordo quale, ma ha importanza?) ha sequestrato tutti gli autoveicoli alla popolazione. Ed è così che le persone hanno cominciato a tirare fuori le bici.

Mmh, magari bisognerebbe sequestrare le macchine anche in Italia?

O bastano gli scioperi delle autocisterne?

mercoledì 5 dicembre 2007

Aguzzate la vista

Lubumbashi Centre
Beccatevi questo bel (si fa per dire, certo avendo un fotografo decente a portata di mano) panorama del centro di Lubumbashi, e fate caso ad alcuni piccoli dettagli.

Prima occhiata: la strada è riccamente asfaltata, ci sono i marciapiedi, le case sono ripittate. Certo, si attraversa in mezzo alla strada, ma anche da noi, no? Qua ci sono dei bellissimi semafori. Hanno la stessa forma che a Bruxelles.

Le macchine in giro sono quasi tutte messe bene, sono principalmente SUV o sedan all'americana; spopolano le Toyota. E hanno i vetri al loro posto, anzi: hanno gli alzacristalli elettrici. La cosa lievemente peculiare è che quasi tutte hanno la guida a destra. Tipicamente perché vengono importate dagli Emirati, e altri paesi in cui si guida dal lato sbagliato. Qui c'è una specie di mischione, ma sembra che se la cavino. C'è un esercito di vigili dalla camicia gialla per tenere a bada il traffico.

Il traliccio che occupa mezza foto non è atipico. La città è piena di tralicci così. Si tratta principalmente di antenne per i cellulari o per la connessione a Internet. In un paese dove non esiste fibra ottica o rete telefonica fissa, tutto passa per l'etere. Concorso: quante antenne si vedono in questa foto? La soluzione a pagina 46.

La montagnola che vedete lì in fondo è artificiale. Qui siamo in zona mineraria, si tratta semplicemente di una montagna di scarti di alcune miniere locali.

Raccolta differenziata; ma la tecnologia avanza. Talmente tanto che una società olandese ha scoperto che da quella montagnola possono ricavare ancora una discreta quantità di minerali. La stanno quindi setacciando per tirarli fuori. Immagino che tornando l'anno prossimo e facendo la stessa foto, troveremmo un'altra montagnola leggermente più piccola, giusto accanto a questa. Aspettando le prossime evoluzioni tecnologiche.

giovedì 6 settembre 2007

Piove sul bagnato.

Oggi a Roma piove.

Quando a Roma piove, il traffico impazzisce. Il popolo romano è in gran parte abituato a muoversi con mezzi a due ruote; all'arrivo di qualche goccia di pioggia, tutti lasciano il motorino o la moto a casa.

E prendono l'autobus? Sbagliato. Prendono la macchina. Per una proprietà peculiare relativa al volume dei mezzi di locomozione, se ogni persona che doveva spostarsi in motorino prende la macchina le strade di Roma si tappano. Embouteillage.

Che c'entra, direte voi? C'entra perché a Kinshasa succede esattamente il contrario. Quando piove, è il momento migliore per uscire. Per strada non c'è quasi nessuno.

Perché? Molto semplice: perché una considerevole proporzione dei veicoli è aperta. Le macchine hanno i vetri rotti. I pullmini che fanno da taxibus collettivi hanno degli oblò laterali (tagliati con il frullino) per dare aria alle persone stipate dentro. I camion che trasportano persone nel cassone evitano di girare.

Senza contare che buona parte delle strade fuori dal centro sono di terra o sabbia. Se bagnate, diventano fango.

Quando smette di piovere, tutti partono insieme. Embouteillage. A Kinshasa, è normale avere qualche ora di ritardo se è appena passata una pioggia. Come a Roma.