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lunedì 27 agosto 2007

Piccolo spazio pubblicità

Un giovane utente di Ubuntu
Vorrei cogliere l'occasione di questo blog per rompervi l'anima un momento con Linux.

Nel laboratorio di Kingasani abbiamo installato alla fine dieci PC per i corsi di alfabetizzazione informatica, e tre per l'accesso a Internet. In tutte queste macchine abbiamo installato due sistemi operativi: Windows e Ubuntu Linux.

Non mi metterò a ripetere qua tutta la pappardella sulla filosofia del software libero, anche perché ci sono altri testi che sono sicuramente scritti molto meglio.

Ci rendiamo ben conto che in contesti come questo, la battaglia per il software libero è prematura. Per loro è già tanto avercelo, il software. Ci immaginiamo facilmente che il giorno dopo la nostra partenza, è possibile che nessuno faccia più partire le macchine con Linux.

Ma al di là dei facili pessimismi abbiamo voluto lasciare una piccola impronta, un piccolo seme; magari qualcuno in futuro avrà la possibilità di approfondire qualcosa sul software libero. E comunque per noi era importante far loro capire che "computer" non è per forza uguale a "windows". Esistono delle alternative, che tra l'altro (a nostro umile avviso) sono migliori.

Vorrei esportare questo seme anche su questo blog, perché anche voi che leggete avete un'alternativa, e magari non lo sapete. E se non cominciate voi, chi comincerà?

Vi voglio dire solo questo. Se volete un pò bene al vostro computer, scaricate e installate Ubuntu. Eviterete così di doverlo sminare di virus e riformattare ogni mese. Avrete un sistema stabile, funzionale e facile da usare. Più di quanto pensate.

martedì 14 agosto 2007

Smanettoni in Congo

Smanettamento
Allora, pare che da questo blog non si capisce bene che ci siamo venuti a fare qua.

A parte il fatto che il link alla pagina del progetto è ben visibile sulla destra di questa pagina (prego cadaunare la diapositiva), per i pigri che non si vogliono leggere tutto il malloppazzo del progetto ve lo riassumo in due righe: siamo venuti qua a selezionare la nuova generazione di nerd congolesi.

Quelli che smonteranno dodici PC perfettamente funzionanti per ottenerne uno leggermente più veloce e un ammasso di rottami. Quelli che passeranno notti insonni a ricompilare i kernel di Linux perché non viene riconosciuta la scheda audio. Quelli che si massacreranno di ping, traceroute, tcpdump per capire perché non passano i pacchetti SMTP finché non scopriranno che era staccato il cavo di rete. Quelli che diventeranno come Samuele, per intenderci.

(Consolatevi: se non avete capito niente di questo paragrafo non siete a rischio.)

Sembra invece che qua la cosa interessi. Probabilmente non sanno a cosa stanno andando incontro. Comunque sembra che seguano con attenzione, anche se nelle nostre pseudolezioni stiamo condensando le conoscenze acquisite con anni di studi (e per quanto mi riguarda, decenni di insipienza accumulata senza un minimo sguardo alla teoria) in tre settimane.

L'ostacolo più grosso è la lingua. Non tanto perché non siamo in grado di parlare francese; quanto perché questi simpaticoni transalpini hanno pensato bene di tradurre qualsiasi termine tecnico nella loro benedetta lingua.

Ordinatore? Repertorio? Commutatore? Passerella? Ma che roba è?